XVII° CAPITOLO DI MILANO - CX° DELLA CONGREGATIONE

 

XVII° CAPITOLO DI MILANO

CX° DELLA CONGREGATIONE

[Pag. 305] Anco quest'anno si celebrò in Milano il Capitolo Generale, ove il P. Aurelio di Crema tenne il grado di Presidente, et l'honore del Vicariato Generale fu dato al P. Giovanni Battista di Carignano. Al deffinire furno eletti li Padri Gabriele di Lucca, Tomaso di Calusco, Teofilo di Treviglio, e Mauritio d'Ochieppo, intravenendo poi seco il P. Vic. Gen. assoluto, et Visitatori dell'anno antecedente. La carica di Procurator Generale si addossò al P. Gabriele di Lucca primo Deffinitore, et quella di Compagno al P. Pietro Nicola di Bergamo. Visitatori poi si viddero li Padri Onorio d'Asola, Timoteo di Cremona, Addeodato di Borgo, et Paolo di Montanario.

CXI° VICARIO GENERALE

GIOVANNI BATTISTA DI CARIGNANO

Fu questi della nobilissima fameglia Provana, et riconobbe in patria Carignano luogo molto celebre, et nobile del Piemonte in distanza dalla Metropoli sette miglia. Ricevette l'habito di S. Agostino nel Convento delle Gratie per mano del P. Girolamo di Fossano all'hora Priore del Monastero l'anno 1531, sendo Giovanni Battista in età di diecinove anni, et fu trasmesso per l'anno del novitiato nel Convento di Bargi. [Pag. 306] Nelle virtù sì speculative, come morali fece non ordinario profitto, servendo con la bontà de costumi d'essemplare dell'osservanza, e con la dottrina delle scienze, di prototipo di sapere. Non vi fu studio, al quale non procurasse l'ingegno applicare, creduto però communemente non solo buon Filosofo, Teologo, e Predicatore, ma perito historico, Geografo, Geometrico, Astronomo, Politico, e Canonista. La sua virtù lo portò all'esser in Roma Procurator Generale tre anni successivamente in tempi difficilissimi, quando cioè l'anno 1556, per ordine di Paolo IV, fu gettato a terra per meglio fortificar Roma il nobilissimo Monastero di S. Maria del Popolo; nel qual'officio si diportò Giovanni Battista tanto valorosamente, che da lui, et sua diligenza, et fatica dobbiam riconoscere la conservatione di quel sagro tempio, che non fosse con il Monastero desolato, come altresì l'immunità da molti, et molti danni ch'havrebbe potuto quel Convento in si fatte contingenze patite. Non si tosto terminò il triennio del Procuratore Generale, che Giovanni Battista in Premio de suoi meriti fu eletto a pieno Capitolo l'anno 1559, Vicario Generale; ne a pena dall'officio supremo uscito si vidde, che di nuovo per un altro triennio Procurator Generale in Roma si rimandò, cioè gl'anni 1560, 1561, e 1562, non havendo la Congregatione chi meglio colà potesse assistere a suoi rilevantissimi interessi quanto questo degno padre amato dalla Romana Corte, et che solo poteva radrizzare gl'interessi non tanto del Convento di Roma quanto di tutta la Congregatione. E se ne viddero ben presto gl'effetti, qualhor per opera sua, e del P. Gabriele di Lucca Priore del Popolo, havendo la Santità di Pio Papa IV, l'anno 1561, eretta in Parochiale la Chiesa di S. Andrea fuori della Porta Flaminia, l'unì alla Ciesa, et Priorato di S. Maria del Popolo, con l'assegnatione della Parochia, e Casa con dote di parte della vigna fu della santa memoria di Giulio III, et pensione di cento ducati d'oro. Nè una sol volta hebbe Giovanni Battista il Vicariato Generale, che in un altro Capitolo di Milano dell'anno 1556, pur lo troveremo a questa medesima dignità sollevato, [Pag. 307] oltre l'esser stato e Deffinitore e Presidente, per tacere delle principali Prioranze a lui addossate, et che sempre governò con singolar prudenza, fedeltà et osservanza. L'anno 1579, fu dal Capitolo di Como destinato Priore di Torino. Ma l'invidiosa nemica de nostri beni non volendo, che più la Congregatione di questo buon Padre godesse, ce lo rapì dalle mani in età di sessanta sette anni per ritornar l'anima all'auttore che la creò.

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